Consulenza sessuologica

Alla mia professione di medico chirurgo affianco quella di consulente sessuale: la consulenza sessuale può essere utile quando si sperimenta una condizione di disagio legato alla sessualità oppure soffri di un sintomo che impedisce o rende spiacevole, anche dolorosa, l’esperienza sessuale.

Buona parte dei disturbi sessuali si risolve con un ascolto selettivo e una consulenza adeguata: il consulente sessuale non è un semplice intermediario, ma una figura che può direttamente incidere sull’andamento del disturbo e sulla finale soluzione.

La consulenza sessuale è una modalità di intervento generalmente breve, che comprende in media da 3 a 5 incontri: avviene nel rispetto della privacy, del segreto professionale, delle diversità e in un contesto libero da pregiudizi. È uno spazio di ascolto e sostegno emotivo, informazione e riflessione che viene messo a disposizione della persona o della coppia che sperimenta una condizione di disagio o di malessere connessa all’attività sessuale, che soffra di una disfunzione o che necessiti di informazioni.

La consulenza sessuale, in sintesi può:

A chi si rivolge la consulenza

A tutte le persone che si ritrovano  bloccate, disorientate, confuse, perplesse o in ansia su aspetti legati alla vita sessuale.

Quando si registra un progressivo peggioramento della qualità della vita personale e/o di coppia dall’adolescenza alla terza età.

Una consulenza sessuale può essere utile anche in periodi particolari della vita: in gravidanza e puerperio, in menopausa, dopo un intervento chirurgico, dopo un’interruzione di gravidanza, in caso di esperienze violente o traumatiche, dopo un coming out, durante la fecondazione assistita.

Sappiamo che la diagnosi di tumore ha un impatto sulla sessualità, per la percezione del corpo, i trattamenti oncologici e le conseguenze sulle relazioni. L’incidenza di disfunzioni sessuali nelle pazienti è di circa il 70%: è quindi di grande importanza che il benessere sessuale entri a far parte degli obiettivi del trattamento.

Già al momento della diagnosi si può esercitare un impatto positivo sulla sessualità: è questo il momento in cui il medico può iniziare a fornire informazioni, prevenire le paure e identificare le possibili figure di supporto.

La chirurgia mammaria può portare molte donne a sentirsi non desiderabili a causa degli esiti estetici e funzionali, e causare dolore emotivo. La terapia ormonale e la chemioterapia, in aggiunta, possono portare attraverso vari meccanismi ad una ulteriore riduzione del desiderio.

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