Il XLIII congresso della Società Italiana di Chirurgia Oncologica quest’anno si è svolto a Siena dal 25 al 27 settembre e ha rappresentato non solo un’occasione per ritrovarsi dopo un biennio di pandemia, ma soprattutto per riflettere sugli effetti di quest’ultima, sfruttando i problemi che ha messo in evidenza per rendere migliore la presa in carico delle neoplasie. Ci si è focalizzati sugli effetti a medio termine del contesto pandemico sulla chirurgia oncologica e sull’oncologia in generale, dai ritardi nella diagnosi e negli screening all’allungamento conseguente delle liste di attesa. E’ importante capire come sfruttare i dati emersi, quali gli effetti del ritardo diagnostico, per stabilire una strategia di recupero ed uno schema di priorità più esatto e preciso.
Obiettivi Statuari SICO:
-Riunire i cultori della Chirurgia Oncologica, la cui attività principale consiste nello studio degli aspetti chirurgici delle neoplasie.
-Promuovere il progresso della Chirurgia Oncologica nel campo sperimentale, didattico, clinico e sociale.
-Favorire le relazioni scientifiche e culturali fra i Chirurghi Oncologi e tra questi e gli altri Cultori dell’Oncologia; Stabilire relazioni scientifiche con analoghe associazioni italiane ed estere.
-In particolare la S.I.C.O. si propone di operare in collaborazione con le altre Società dedite all’Oncologia, per contribuire alla formazione di Chirurghi Oncologi e di personale paramedico ausiliario, e di promuovere la formazione di strutture intra ed extra ospedaliere per l’assistenza di pazienti affetti da neoplasie.
In occasione di questo congresso ho contribuito con una presentazione, selezionata come argomento di interesse, che approfondiva l’argomento della sessualità nelle pazienti affette da carcinoma della mammella.